E se i Busquet e il Bravo sono gli esempi più eclatanti

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E perché Claudio Bravo non era in quella lista? Anche se, ad esempio, Iker Casillas, che si è arreso moltissimo negli ultimi due anni, è presente lì. Fu il cileno a diventare quell’importante rompicapo del mosaico, che rese possibile fare un passo avanti nella difesa del club. Niente scherzi, 23 partite senza goal per la stagione nell’esempio e solo 19 goal in totale.

E se i Busquet e il Bravo sono gli esempi più eclatanti, non dimentichiamoci delle costanti gare al limite di Alba, la leadership della difesa di Pique, la disciplina di Maskerano e Alves, che riesce ad essere dall’altra parte del campo in pochissimo tempo.

L’attuale “Barcellona” è un meccanismo snello ma complesso, in cui ogni vite ha il suo ruolo importante. Messi, Neymar e Suarez sono gli attributi principali della macchina, di cui tutti parlano e che sono immediatamente visibili. Ma vale la pena guardare sotto la fuliggine, e quindi diventerà immediatamente chiaro quanti dettagli importanti sono nascosti alla vista del pubblico.

Se passiamo alle statistiche, il significato degli attaccanti sarà sicuramente enorme: hanno segnato l’88 percento degli obiettivi della squadra – 32 su 36. Tuttavia, negli assist, la situazione è diametralmente opposta: solo il 48 percento – 14 su 29. Cioè, vediamo chiaramente che non c’è semplicemente bisogno di completare nessuno tranne loro, ma i partner stanno attivamente creando momenti per i forward. In poche parole, le responsabilità sono chiaramente divise, ma gli allori dei creatori delle vittorie vanno agli autori degli obiettivi.

Per fare un confronto, nel Real Madrid, i tre migliori marcatori – Cristiano Ronaldo, Gareth Bale e Karim Benzema – hanno segnato il 68 percento di tutti i punteggi crema e gli obiettivi sono stati assegnati solo in ogni terzo goal.